Nardò 25 marzo_ di COSIMO POTENZA_“Ve ne dovete fare una ragione ci rivedremo tra 5 anni” questa affermazione che a prima vista potrebbe sembrare il titolo di una canzone purtroppo rappresenta il pensiero continuo pieno di livore, di sassolini mai tolti dalle scarpe e di faide interne ai partiti degli uomini appartenenti alla maggioranza di governo cittadina nei confronti della minoranza costretta all’opposizione.

Basta ascoltare gli interventi dei consiglieri presenti in aula nella riunione straordinaria del 23/03/2016 attenti solo a ribattere e rinfacciare atteggiamenti trascorsi e piccole beghe personali, continuando poi con le massicce interruzioni per togliere la parola alle isolate voci contrarie presenti nell’assise ,da parte del presidente del consiglio ing. Ettore Tollemeto, per rendersi conto di come nella città si sia creato un clima estremamente elettrico che non presenta alcun elemento,nel suo interno, che possa essere considerato costruttivo per l’interesse comune. Questi inutili scontri riempiono i tempi che dovrebbero essere dedicati alle discussioni programmatiche o alle approvazioni di punti di estrema importanza per il futuro cittadino.

Entrando nel merito,infatti, nel punto tre all’odg della riunione straordinaria in cui si è approvato l’esclusione di alcuni vincoli paesaggistici riferiti all’articolo 142 d.lgs 42/04 è venuta meno, ancora una volta, la famosa “Trasparenza” scudo in pectore dell’ armata melloniana durante l’ultima campagna elettorale. Un punto di vitale importanza per il territorio ,l’ambiente e lo sviluppo urbano in cui rimangono assenti, inspiegabilmente o con cognizione di causa, il primo cittadino e l’assessore di riferimento per le scelte ambientali Graziano De Tuglie.

L’annoso compito è stato diligentemente svolto dal dirigente ing. Nicola D’Alessandro che ha spiegato le ragioni tecniche e la necessità del lavoro svolto come previsto dall’art 38 dell’ NTA del PTTR. Ciò nonostante sono rimasti irrisolti numerosi interrogativi. Perchè aspettare l’ultimo giorno, due anni il tempo utile, per approvare uno strumento così importante? I termini esatti sono stati rispettati visto che nell’art 97 dell’ NTA ,come citato dal comma 5 dell’art 38, ai comuni viene accordato un anno di tempo per approvare l’adeguamento alle previsioni del PTTR, cosa fatta solo il 23 c.m. e il termine dei due anni viene riferito alla conclusione dell’iter burocratico che comprende anche le fasi successive non ancora iniziate dai nostri uffici?

Dubbio ancora maggiore è scaturito dopo le parole del dirigente che successivamente all’aver indicato i comparti primari esclusi dai vincoli cioè il centro storico , le marine con le zone già oggetto di costruzioni e i terreni adiacenti al canale Asso si è spostato sulle zone boschive o di macchia mediterranea presenti in molti punti sul nostro territorio. Come mai non è stato portato in aula uno strumento cartografico per spiegare nel dettaglio ai consiglieri presenti quali fossero le zone coinvolte? E’ possibile credere che magari siano stati intaccati i vincoli su zone costiere, “Sarparea” e altre situazioni oggetto di contrasto in questi giorni?

Quanti dei consiglieri presenti in aula erano dettagliatamente informati sulla tematica per poter votare consapevolmente? Da cittadini aspettiamo risposte chiare alle nostre domande ma sicuramente non saremo degni di attenzione visto il modus operandi quotidiano degli uomini al comando. Ribadiamo,inoltre, ancora una volta, rivolgendosi a questa amministrazione, che l’irridere gli avversari politici, con la forza dei numeri e in virtù della costosa campagna acquisti realizzata degna delle migliori squadre di calcio di caratura internazionale, non è mai una dimostrazione di reale capacità di vittoria. Pensare di essere intoccabili e per questa convinzione non dover dare alcuna spiegazione sul proprio operato è un errore assai grave che il tempo e i cittadini avranno modo di far pagare a caro prezzo a questi novelli Napoleone.

Lo scontro che è avvenuto in aula è l’esempio vergognoso di come i saltimbanco abituali e quelli che hanno appena iniziato a farlo non tengano conto delle persone che li hanno sostenuti in campagna elettorale offrendo a questi ingrati il modo di occupare lo scranno consiliare odierno e il non riuscire almeno a recitare un “Mea Culpa” cercando di addossare ad altri le colpe delle proprie scelte impopolari è il chiaro segnale della poca attenzione verso i cittadini che si sono spesi al loro fianco e molta verso gli interessi egoistici legati alla sfera personale. Arrivederci tra cinque anni i numeri in consiglio vi regalano questa ineluttabile certezza un po’ meno se darete uno sguardo al sentore della gente comune.